Vedi anche articolo: LA VERITA’ SULLA PROROGA DEI TRIBUNALI ABRUZZESI

INTERVENTO SUL DECRETO MILLEPROROGHE – BLUNDO M5S
27 febbraio 2014 alle ore 12.45

Presidente, Colleghi
siamo qui oggi per approvare un provvedimento che le aule parlamentari

sono costrette, purtroppo ogni anno, a discutere. Un insieme di disposizioni,

ancora una volta fortemente disomogenee, che hanno un unico dominus: la

volontà di rinviare la soluzione dei problemi.

Il continuo utilizzo dello strumento della proroga non solo costituisce un

palese segnale di arrendevolezza della politica, quasi una fatalistica e

rassegnata accettazione delle immense difficoltà che da anni ci portiamo

dietro, ma ci impone anche una riflessione che deve necessariamente

condurre alla non più rinviabile presa di coscienza che in un paese normale si

deve legiferare in un modo totalmente diverso.

Due giorni fa il neo Presidente del Consiglio Matteo Renzi, durante

l’illustrazione del suo fumoso programma, si è augurato di “essere l’ultimo

Presidente del Consiglio a dover presentarsi a quest’aula per chiedere la

fiducia”. Noi del Movimento Cinque Stelle ci auguriamo, invece, di non dover

più votare questo tipo di provvedimenti, che hanno molto di pilatesco e ben

poco di incisivo.

Siamo però consapevoli che le ristrettissime prospettive del nuovo ( si fa per

dire) governo e la sua imbarazzante povertà di idee non potranno che far

cadere il nostro appello nel vuoto.

Ristrettissime prospettive, dicevo, le stesse che hanno caratterizzato anche

il precedente Governo Letta, di cui questo provvedimento ne rappresenta

una delle ultime diramazioni. In questo testo la vecchia maggioranza ( che

è anche la nuova) si è abusivamente appropriata di molte nostre proposte

emendative. E’ accaduto nel passaggio alla Camera, con la soppressione

del Commissario per la ricostruzione del terremoto in Irpinia e di quello per

la raccolta dei rifiuti a Palermo, con l’estensione della proroga degli sfratti al

31 dicembre 2014, con la riduzione di 1,7 milioni di euro dei finanziamenti

destinati al carrozzone di Italia Lavoro. Queste proposte erano nostre e le

avete copiate.

In alcuni casi però siete anche riusciti a copiare male. E’ capitato in

quest’aula con la proroga dell’entrata in vigore della Riforma della Geografia

Giudiziaria per i tribunali abruzzesi. Un emendamento presentato a mia prima

firma proponeva lo spostamento della chiusura dei tribunali abruzzesi dal

2015 al 2018, ma si è invece preferito adottare l’emendamento delle colleghe

Pezzopane – Chiavaroli che proroga sì al 2018 l’entrata in vigore della riforma

della geografia giudiziaria per le circoscrizioni e le sedi distaccate abruzzesi

ma lascia del tutto invariate le disposizioni riguardanti i magistrati titolari di

incarichi dirigenziali presso le circoscrizioni di L’Aquila e Chieti che, secondo

quanto stabilito dall’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 155/ 2012, potranno

comunque chiedere dal settembre del 2015 l’assegnazione ai posti vacanti

che saranno disponibili e pubblicati. Ecco, quindi, l’ennesimo imbroglio di

questa vecchia/nuova maggioranza: si tengono aperti i tribunali, ma dal 2015

al 2018 gli stessi palazzi di Giustizia sono destinati a diventare delle sedi

fantasma, prive dei propri presidenti.

Ora, cari colleghi, del Partito Democratico e del centrodestra mi domando e

vi domando: con il giovane vecchio Renzi continuerete a copiare le nostre

proposte rivendicandone illegittimamente la paternità? Continuerete a

prendere in giro gli italiani?

Concludendo, voglio su queste mie domande esortarvi ad una riflessione.

E intendo farlo con un aforisma di un grande scrittore cileno, Pablo Neruda,

che diceva: “Un giorno, da qualche parte, in qualche posto, inevitabilmente

ti incontrerai con te stesso. E questa, solo questa, può essere la più felice o

la più amara delle tue giornate”. Siamo convinti che per voi quella giornata,

quando arriverà, sarà amarissima.

Fonte articolo

Vedi anche articolo: LA VERITA’ SULLA PROROGA DEI TRIBUNALI ABRUZZESI

 

“..si tengono aperti i tribunali, ma dal 2015 al 2018 gli stessi palazzi di giustizia sono destinati a diventare delle sedi fantasma, prive dei propri presidenti.”
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