Oggi martedì 29 agosto, sono 11 giorni dalla sciagura ambientale che ha colpito, con l’incendio al monte Morrone e versante Maiella, il nostro territorio, la Valle Peligna, fino a minacciare le gole di Popoli e il versante del Sirente. Noi però vogliano soffermarci su due aspetti vitali; l’inquinamento atmosferico e conseguenze e la ingessata burocrazia.
Si è detto che le origini sono dolose.
Lo studioso potrebbe spiegare le dinamiche di un incendio; il propagarsi e le tecniche per limitarne i danni,
o meglio, sopprimerlo………
Trattandosi di un incendio di interfaccia, i medici hanno diramato un comunicato, nel quale si mette in allerta la popolazione, soprattutto le persone maggiormente a rischio, sui danni alla salute, derivanti da ceneri e fumo, percepibii e visibili nell’aria. Ma le polveri sottili, o particolato, sono invisibili, fino alla trentesima parte di un capello. Ossido di carbonio e benzene, due elementi altamente tossici, l’ultimo tossico anche per gli organismi acquatici.
Mentre per quanto riguarda la tempistica e mezzi di soccorso, sicuramente si sono registrate delle deficienze organizzative e di competenze, responsabilità del tipo valutativo. A nostro avviso, l’incapacità politica di servire e tutelare un territorio in emergenza e i suo cittadini, è evidente.
Il Movimento Cinque Stelle Sulmona, auspica un giusto intervento della magistratura, volto non solo a punire i responsabile del misfatto, ma ad individuare, se c’è ne fossero, responsabilità nell’ambito di enti preposti, dall’esecutivo al politico, non solo per giustizia, ma lo dobbiamo alle diverse figure impegnate in campo, ai cittadini e all’ambiente che ci ospita.

Aldo Campea – Sulmona Cinque Stelle

 

Incendi in Valle Peligna: la magistratura indaghi su eventuali responsabilità
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